City Limits

Tema

vesuvianti

la strada

La Strada è un luogo topico di eventi e incontri extra-ordinari. Tutto scorre, passa e va via, nulla permane.

È una presenza privilegiata dall’immaginario collettivo, attraverso le culture, lo spazio e il tempo. La precarietà e l’irrelazione determinata dal movimento continuo di persone, animali, mezzi che lasciano un pezzo di sé e della propria essenza vitale in maniera caotica e incontrollata, è causa necessaria (ma non sufficiente) che rende la percorrenza viaria potenzialmente rischiosa e che quindi consacra l’elemento Strada a componente spaziale significativa nel riferimento a fatti e cose che si distaccano dall’ordinario vissuto esperienziale.


Gli spazi domestici esterni, i siti stradali frequentati assiduamente da persone, luoghi significativi della comunità residente in un territorio, vengono protetti dal possibile intervento del sovrannaturale da statuaria sacra ed edicole votive; il resto rimane dominio dell’imponderabile, a difesa del quale si impiegano reperti sacri e apotropaici portati sulla propria persona e sul mezzo di locomozione adoperato.

Nell’oralità tradizionale le storie di spiriti, di santi, di streghe, i racconti aneddottici, le storielle hanno spesso la “Strada” come scena d’innesco o teatro privilegiato nello svolgimento della trama narrativa. Lo spazio stradale è presentato senza precisi contorni, solo vaghi accenni supportati da riferimenti paesaggistici limitati a presenze architettoniche e ambientali strettamente funzionali alla narrazione ed esse stesse, a loro volta, qualificate in siti topici dello straordinario accadimento, come il castello, la casa diroccata, il cimitero, il bosco, il ponte, il lago o il fiume, e via dicendo. La dimensione temporale è pressoché assente o allontanata in riferimenti vaghi.

Nelle Leggende Metropolitane, una delle nuove frontiere dell’oralità contemporanea, la “Strada” continua a essere spazio atto ad ospitare fatti eccezionali o degni di essere divulgati a un gran numero di persone. Impossibile, spesso, individuare una netta frattura dalla leggenda intesa in senso comune da quella denominata metropolitana; l’unico e labile distinguo operabile che può identificare l’elemento metropolitano (oltre, superficialmente, ai contesti della narrazione e le modalità di comunicazione, che non sono certo fattori di poco conto) è relativo alla dimensione urbana o urbanizzata, il riferimento a tecnologie, elementi o acquisizioni contemporanee, la specifica temporale (anno e/o giorno e/o ora).

Marco Vitagliano Stendardo

Etnorìa, Studi e Ricerche sulle Tradizioni Popolari