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magma

i fenomeni precursori

In che misura gli esperti saranno in grado di decifrare i segnali derivanti dal Vesuvio?

I fenomeni precursori consentono di fare previsioni? Il monitoraggio dei vulcani attivi rappresenta lo strumento principale per la previsione delle eruzioni. Le reti di sorveglianza misurano le minime variazioni dello stato fisico del vulcano, attraverso la registrazione dei terremoti, delle deformazioni del suolo, dell’attività fumarolica, della variazione del campo gravimetrico e magnetico. Se in futuro i dati registrati al Vesuvio si discosteranno dai valori medi, misurati durante il periodo di quiescenza, vorrà dire che qualcosa sotto il vulcano starà mutando.

Ma in che misura gli esperti saranno in grado di decifrare i segnali derivanti dal Vesuvio? La variazione dei parametri geofisici misurati intorno al vulcano può essere dovuta all’effetto delle pressioni del magma sull’edificio vulcanico, al carico che quest’ultimo produce sul basamento, alle condizioni di stress delle rocce crostali, alla circolazione dei fluidi caldi nell’edificio. Si tratta di processi che non vediamo, di cui conosciamo solo gli effetti nella parte piú superficiale della crosta. Da ciò nasce la difficoltà di comprendere quello che accade sotto il vulcano e di fare previsioni esatte. Tuttavia il monitoraggio geofisico consentirà di definire lo stato di criticità del Vesuvio e la probabilità che produca un’eruzione.

Quando si parla di previsione possibile si deve intendere una previsione probabilistica, che definisce la probabilità che un evento eruttivo di una certa magnitudo possa verificarsi in un determinato arco di tempo (ore, giorni, mesi, anni). In una previsione possibile a breve termine l’incertezza che ne deriva peserà non poco sulla decisione di iniziare o meno un’evacuazione. Molti vulcani, e tra questi non fa eccezione il Vesuvio, in passato hanno mostrato segnali precursori poco evidenti a pochi giorni dall’eruzione o sono rimasti in uno stato apparentemente pre-eruttivo per molto tempo, senza tuttavia dare luogo ad una eruzione.

Ciò nonostante il monitoraggio dei vulcani permette di capire molto meglio, rispetto a poche decine di anni fa, il comportamento di queste montagne instabili e i progressi della scienza in questo campo dipenderanno anche dalle scelte politiche del nostro paese, dalla priorità che verrà data al problema della prevenzione dei rischi rispetto ad altre questioni territoriali. Sarà poi la preparazione dei vesuviani e delle autorità locali a determinare gli eventi, una volta lanciato l’allarme eruzione.

Stefano Carlino